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I Rapporto Indici di inserimento territoriale degli immigrati in Italia

Curatori: CNEL - Organismo Nazionale di Coordinamento delle politiche di integrazione degli stranieri Casa editrice: Cnel Città: Roma

Data pubblicazione: 2001 » Indice_CNEL I.pdf   

 

In diverse occasioni, nel corso degli anni ’90, il Dossier Statistico Immigrazione della Caritas si è adoperato per accorpare e interpretare in modo organico gli indici di inserimento territoriale, talvolta anche con apposite pubblicazioni. Con l’entrata in vigore della legge 40/98 e la costituzione dei Consigli territoriali per l’immigrazione si impone una maggiore attenzione alle forme di insediamento territoriale dell’immigrazione, dalle quali le nuove strutture possano prendere lo spunto per avviare adeguate politiche di coordinamento e di promozione delle iniziative nel settore migratorio.
È proprio in questo contesto che l’organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione, costituito presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), ha incaricato l’equipe del “Dossier” della Caritas di rielaborare organicamente, per grandi aree geografiche italiane, le precedenti esperienze di studio, utilizzando gli ultimi dati disponibili (dati che nelle disaggregazioni, necessarie per un’analisi di questo genere, si riferiscono al 31 dicembre 1999).
Per evitare una lettura eccessivamente dispersiva, data la complessità e la ricchezza delle informazioni (si tratta, in totale, di ben 52 voci statistiche), la ricerca è stata sviluppata su alcune grandi tipologie di inserimento. In questo modo la comparazione del diverso peso statistico di ciascuna voce diventa, all’interno di queste tipologie generali, una linea guida per valutare il grado e la forma di insediamento territoriale per ogni area del Paese.
A questo riguardo la locuzione “insediamento territoriale” sembra prestarsi, più che ogni altra, a quell’analisi di natura oggettiva che è propria di chi si basa su dati prevalentemente quantitativi, sebbene anche il dato puramente numerico contribuisca spesso a misurare fenomeni o aspetti qualitativi (quali, ad esempio, l’incidenza dell’irregolarità, della stabilità del soggiorno, della diversificazione etnica, del policentrismo culturale-religioso, ecc.).
Naturalmente ogni dato, preso singolarmente e astratto da un contesto statistico di riferimento, richiede di essere valutato con cautela, specialmente se non è costante negli anni e se non si discosta in misura significativa dal valore medio generale. Al contrario, una congerie omogenea e articolata di dati territoriali, quando disegna un andamento coerente nel tempo che spicca dalla media nazionale complessiva, è in grado di attestare con una certa attendibilità la specificità propria dell’area a cui si riferisce. Questo procedimento induttivo, pur nella consapevolezza di non esaurire una realtà complessa e variegata come quella dell’integrazione straniera, intende tuttavia contribuire all’individuazione di efficaci modelli territoriali di insediamento che dovrebbero comportare, in ciascuna area, specifiche misure atte a facilitare il processo di inserimento locale.

 



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