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I romeni in Italia tra rifiuto e accoglienza

Curatori: IDOS per Caritas Italiana e Confederazione Caritas Romania Casa editrice: Idos / Sinnos Città: Roma

Data pubblicazione: 2010 ISBN: 978-88-6480-0318 » Indice_Rom2010.pdf   

 

Questo agile volume (100 pagine in italiano e altrettante in romeno) presenta a un ampio pubblico, oltre che agli studiosi, la situazione effettiva dei romeni in Italia e le possibili prospettive. Per questo scopo si sono mobilitate Caritas di Romania e Caritas Italiana che, dopo una ricerca triennale, hanno voluto confrontare il loro punto di vista con le strutture pubbliche, le organizzazioni sociali, l’opinione pubblica dei due Paesi e i diretti interessati.
Il nuovo volume, edito da Idos in coedizione con Sinnos, propone una riflessione riassumibile in cinque tesi.
1. È importante impostare bene la convivenza con i romeni che rappresentano un quarto dell’intera popolazione immigrata; infatti, le più recenti stime attestano che questa collettività conta ormai 1 milione e 165 mila persone. È la prima in Italia e la seconda nell’Unione Europea, dopo quella turca.
2. Bisogna riconoscere che nel passato qualcosa è andato storto anche da parte italiana perché, partendo da odiosi delitti commessi da singoli romeni, si è giunti a etichettare con l’aggettivo “criminale” un intero popolo; invece, secondo i dati ufficiali, i romeni incidono per il 24,5% sulla popolazione straniera residente e solo per il 13,8% sulle denunce presentate contro tutti gli stranieri.
3. La maggior parte dei romeni ha la ferma volontà di integrarsi stabilmente in Italia dove sono riusciti a superare una situazione economica insoddisfacente, facendo del lavoro e dell’imprenditoria il perno principale dell’inserimento (quasi 700 mila occupati e 28 mila aziende) e mostrando un buon livello di soddisfazione e anche gratitudine e attaccamento al Paese che li ha accolti: 50 testimoni privilegiati, accuratamente selezionati tra i romeni, così presentano le intenzioni dei loro connazionali in Italia.
4. La presenza romena in Italia pone in luce che il percorso di integrazione ha bisogno di un maggiore supporto pubblico e di un clima sociale più aperto ed evidenzia anche le implicazioni linguistiche, culturali e religiose poste dai nuovi venuti, che tra l’altro testimoniano una fede più semplice, convinta e lontana dal consumismo.
5. Per non perdere la memoria storica non si deve dimenticare che dalla fine dall’800 fino alla seconda guerra mondiale flussi non trascurabili di italiani si recarono in Romania, allora un Paese dal promettente sviluppo economico, e lì ebbero un buon trattamento mentre per i romeni venuti in Italia sussiste il pericolo di diventare il capro espiatorio su cui si scarica il senso di insicurezza della società italiana.
Caritas Romania e Caritas Italiana arrivano a questa conclusione: “L’Europa allargata prefigura la possibilità di sviluppi fruttuosi e, nello stesso tempo, come ci ricordano i romeni, rischia di essere una promessa in parte non realizzata. Il nuovo libro, scritto da italiani e da romeni, attesta che è possibile attenuare le carenze e potenziare gli aspetti positivi”.



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