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I lavoratori stranieri in Italia: dagli infortuni al benessere lavorativo

Curatori: Centro Studi e Ricerche IDOS e INAIL Casa editrice: IDOS Edizioni Città:

Data pubblicazione: 2014 » 2014_Indice ASI_I lavoratori stranieri in Italia.pdf   

I lavoratori stranieri in Italia: dagli infortuni al benessere lavorativo

 

Il Quaderno presenta parte dei risultati di un Programma Strategico finanziato dal Ministero della Salute all’INAIL nell’ambito della Ricerca Sanitaria Finalizzata in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro. In particolare sono stati selezionati i contributi di ricerca dedicati ai lavoratori stranieri proprio perché in linea con le intenzioni della rivista di proporsi come uno strumento di informazione e riflessione sulle migrazioni, sulle condizioni di vita e di lavoro degli immigrati in Italia, sui cambiamenti e sugli effetti che questa presenza sta determinando per l’Italia e i suoi cittadini, sulle problematiche e sulle opportunità che dall’immigrazione possono derivare.

I sistemi di prevenzione degli infortuni sul lavoro oggi chiamano in causa criticità legate sia a specifici settori lavorativi che a particolari tipologie di lavoratori. In particolare sono noti i fattori di rischio associati al tipo di lavoro svolto dal lavoratore immigrato, riconducibili alla categoria delle “tre D: dirty, dangerous, demanding jobs” che troppo spesso costringono gli immigrati ai lavori più sporchi, più pericolosi e più faticosi.

L’ambito occupazionale riveste, quindi, un ruolo di primaria importanza: i bisogni di salute della popolazione immigrata troppo spesso hanno radici nel tipo di lavoro svolto e sono correlati con rischi occupazionali intesi nell’accezione più ampia del termine.

In questo contesto non possono essere sottovalutati i rischi psicosociali che, in particolari contesti lavorativi come il settore assistenziale, richiedono un’attenta valutazione per l’effetto che possono avere sul benessere lavorativo dell’individuo.

Ulteriore riflessione deve essere posta anche alle abitudini voluttuarie (consumo di bevande alcoliche e assunzione di sostanze psicoattive) che possono influire sulla performance esponendo il lavoratore al rischio di infortuni per se stesso e verso “terzi”.

I costi umani, sociali ed economici del fenomeno infortunistico sono enormi, e pertanto devono essere abbattuti con il maggio rimpegno possibile, senza accontentarsi dei passi in avanti finora fatti. Un maggiore impegno al riguardo, se è necessario nei confronti di tutti, lo è a maggior ragione, in quanto più esposti, nel caso dei lavoratori immigrati.



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