pubblicazioni 2003

Dossier Statistico Immigrazione 2003
Edizioni Nuova Anterem, Roma

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Il rapporto annuale sulla situazione dell'immigrazione in Italia con i dati più aggiornati e completi corredati da una analisi obiettiva del fenomeno da parte degli esperti del settore, con la collaborazione di diversi archivi statistici e di un nutrito gruppo di redattori centrali.

Lo slogan di questo anno è “Italia, paese di immigrazione in un mondo di migranti” ed intende sottolineare che l’immigrazione va considerata non un fenomeno emergenziale bensì una dimensione strutturale della società, che comporta da parte dei politici, degli amministratori e degli operatori sociali una concezione più approfondita e lungimirante: su questi aspetti insistono nell’introduzione mons. Vittorio Nozza (Caritas Italiana), mons. Luigi Petris (Fondazione Migrantes) e mons. Guerino Di Tora (Caritas di Roma).

Le 496 pagine dell’opera comprendono 57 capitoli e alcune centinaia di tabelle. Questa la struttura: il contesto europeo e internazionale; gli stranieri soggiornanti in Italia; l’inserimento socio-culturale; il mondo del lavoro; i contesti regionali; i rifugiati.

Immigrati e rischio infortunistico in Italia
(a cura di) Franco Pittau e Amedeo Spagnolo, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Roma

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All’interno di un quadro generale che prende l’avvio dal fenomeno degli infortuni sul lavoro in Italia, la presente ricerca si propone di approfondire la specifica collocazione degli immigrati per verificare le caratteristiche del rischio infortunistico al quale essi vanno incontro e istituire, nella misura del possibile, un confronto con l’analogo rischio che incombe sui lavoratori italiani.

L’indagine è stata avviata nel 2000, prendendo in esame in fase iniziale i dati infortunistici del 1999; essa è stata quindi sviluppata e aggiornata con l’esame dei dati relativi agli anni 2000 e 2001.

Il presente lavoro, che illustra complessivamente l’analisi svolta, tende ad accettare l’eventuale diverso andamento quantitativo degli infortuni tra le generalità dei lavoratori e quelli nati all’estero, con riferimento alle regioni di inserimento occupazionale e ai settori d’attività.

Secondo rapporto. Indici di inserimento degli immigrati in Italia: analisi territoriale all’inizio del 2001
CNEL, Roma

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L’immigrazione si presenta sempre più come un fenomeno a carattere nazionale e sono sempre più numerosi gli studi che vengono condotti al riguardo. L’immigrazione è anche una questione controversa e, benché tutte le previsioni indichino un’Italia destinata a convivere con una quota sempre più rilevante di presenza straniera, ampi strati della popolazione stentano a far propria questa necessità e a predisporsi ad un atteggiamento di realistica apertura. L’immigrazione è infine un settore di impegno operativo e questo comporta di possedere un quadro di riferimento chiaro che consenta di calibrare gli interventi in maniera adeguata, cercando altresì di interpretare le tendenze che prefigurano il futuro.

Con riferimento a quest’ultima esigenza, estremamente delicata perché influisce sulla qualità delle politiche per l’immigrazione, una scelta saggia consiste nel prendere l’avvio da una “lettura oggettiva” dell’immigrazione non solo a livello italiano ma anche con riferimento alle diverse aree territoriali e alle singole regioni.

È stato questo il motivo che ha indotto l’Organismo Nazionale di Coordinamento delle politiche per l’integrazione dei lavoratori immigrati, operante presso il CNEL, a chiedere all’èquipe del Dossier Statistico Immigrazione della Caritas/Migrantes di preparare, ampliandola, una seconda edizione della ricerca sugli “Indici di inserimento degli immigrati in Italia” ripartiti per analisi territoriali.

Gli immigrati nell’economia romana: lavoro, imprenditoria, risparmio, rimesse
(a cura di) Caritas di Roma e CCIAA Roma, Edizioni Nuova Anterem, Roma

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I grandi processi di trasformazione della nostra società evidenziano come lo sviluppo del territorio sia sempre più legato ad una pluralità di fattori tra i quali assumono importanza crescente quelli di valenza sociale legati al fenomeno delle migrazioni. Dalla sintonia di intenti registrata su tali temi tra la Caritas Diocesana di Roma e la Camera di Commercio di Roma è scaturito questo studio sul ruolo dell’immigrazione nell’economia romana.

I principali argomenti affrontati in queste 250 pagine colme di tabelle statistiche esplicative e riassuntive: inserimento lavorativo, con specifico riferimento alle filiere produttive e alle ricadute sul mercato del lavoro locale, caratteristiche strutturali e specializzazione economica delle attività imprenditoriali svolte dagli immigrati, imprenditorialità emergente ed entità dei flussi finanziari generati dalle rimesse verso i paesi di origine.

L’approfondimento sull’impatto economico degli immigrati a Roma ha consentito di analizzare l’evoluzione del processo di integrazione delle diverse comunità straniere mettendone a fuoco gli aspetti salienti. La ricerca fornisce interessanti spunti di riflessione segnalando anche le criticità esistenti e gli ostacoli ancora da superare per realizzare condizioni ottimali di convivenza interetnica all’interno del tessuto economico-sociale romano.

Immigrazione «segno dei tempi»
Centro Editoriale Devoniano, Bologna

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Ventisei “parole chiave” per ascoltare, osservare e discernere il complesso fenomeno dell’immigrazione nei suoi molteplici aspetti: sul piano culturale, sociale e politico; in ambito religioso, ecclesiale e pastorale; nei suoi risvolti esistenziali, personali e comunitari; nelle sue implicazioni, riscontri ed evoluzioni sul versante internazionale, nazionale e territoriale.

Ecco le “parole chiave” in cui è organizzato questo testo dall’agevole lettura nonostante le complesse problematiche: sottosviluppo; contesto mondiale; il quadro europeo; polo mediterraneo; visione d’insieme dell’Italia; continenti e paesi di provenienza; aree e regioni di insediamento; famiglia; seconde generazioni; scuola; cittadinanza; lavoro; imprenditoria etnica; famiglie e donne immigrate; studenti esteri; regolarizzazioni; irregolari e richiedenti asilo; criminalità; lo sviluppo storico dall’emigrazione all’immigrazione; previsioni demografiche per il futuro; pregiudizi; la differenza religiosa; mediazione culturale; mass media; buonismo e impegno lungimirante; carità come accoglienza.

Contemporary immigration in Italy. Current trends and future prospects
Edizioni Nuova Anterem, Roma

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Questo report in lingua inglese vuole introdurre ai lettori di tutto il Mondo il fenomeno dell’immigrazione in Italia, fornendo un quadro attualissimo della sua realtà ed implicazioni. Basato sull’esperienza del “Dossier Statistico Immigrazione”, si propone come una sintesi dei rapporti annuali presentata per il pubblico internazionale, documentata come di consueto da testi di analisi e centinaia di tabelle.

La ricerca, che documenta a tutto campo la situazione italiana, è strutturata nelle seguenti parti tematiche: immigrazione in Italia e il significato di migrazione; l’Italia nel panorama internazionale; la società italiana nei confronti dell’immigrazione; l’immigrazione e il mercato del lavoro italiano; la legislazione italiana sull’immigrazione.

L’iniziativa è parte del progetto Equal “L’immagine dei migranti in Italia nei media, nella società civile, nel mercato del lavoro”, promosso dall’Unione Europea e dal Ministero del Welfare, con il supporto dalla Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e dal Consiglio Nazionale per l’Economia e il Lavoro (CNEL).

Gli albanesi in Italia. Inserimento lavorativo e sociale
(a cura di) Ugo Melchionda, Franco Angeli, Milano

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L’immigrazione albanese in Italia presenta caratteristiche tanto peculiari da farne uno degli oggetti di studio più rilevanti per la sociologia delle relazioni etniche e uno dei casi paradigmatici delle migrazioni mediterranee.

Gli elementi di interesse sono molteplici: l’Albania è al secondo posto tra i paesi di provenienza degli immigrati in Italia, ma gli albanesi, europei, mediterranei, ammiratori della nostra lingua, cultura e società, i più vicini a noi, caratterizzati da nuclei di minoranze etniche giunte secoli fa in Italia e ormai perfettamente integrate (gli arbresh) sono per certi aspetti i più stigmatizzati dal pregiudizio etnico, i più lontani dalla solidarietà popolare che dipinge l’albanese come lo straniero pericoloso, con un carattere difficile e ben poche possibilità di inserimento.

Se tuttavia si analizzano i dati relativi alla presenza e all’inserimento lavorativo, ci si trova di fronte a dati positivi tanto in settori tradizionali quanto in settori nuovi, tanto in forme tipiche di lavoro dipendente quanto nelle prime esperienze imprenditoriali di lavoro autonomo. Tale buon livello di inserimento lavorativo si avvale di sistemi e canali di avviamento al lavoro non ufficiali ed informali, si appoggia ad una rete associativa a bassa visibilità, fa del mimetismo sociale la strategia della riuscita invisibile, perché tra l’inserimento lavorativo e l’integrazione sociale si frappone il diaframma costituito dal pregiudizio etnico nei loro confronti.

La ricerca, realizzata da docenti universitari specialisti dell’immigrazione di dieci università italiane e dall’équipe del Dossier Statistico Immigrazione della Caritas, sotto la direzione dell’OIM, si articola lungo tre assi distinti e complementari l’uno all’altro: i dati statistici relativi alla presenza albanese in tutte le regioni italiane; l’inserimento nel mondo del lavoro nelle principali dieci regioni per presenza albanese; l’integrazione degli albanesi nella società di accoglienza con particolare riferimento alle reti associative, ai servizi ed alla fruizione dei diritti e soprattutto all’immagine che ne accompagna i processi di inserimento.