2001
Il Dossier Statistico Immigrazione nella sua undicesima edizione ripartisce in 55 capitoli e in 285 tabelle i vari aspetti del fenomeno migratorio relativi a: contesto internazionale; contesto italiano; contesti regionali. A ciò viene aggiunto un inserto sui rifugiati, un problema a dimensione mondiale ulteriormente aggravato dalle vicende intervenute dopo il drammatico attentato dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti.
Il tema di quest’anno, “Il tempo dell’integrazione”, come spiega mons. Di Tora nell’ introduzione, tiene conto del fatto che l’Italia è diventato un paese di immigrazione stabile e sottolinea la necessità di una politica che favorisca una pacifica convivenza improntata al reciproco rispetto.
La molteplicità dei punti trattati, la ricchezza dei dati e la sinteticità dell’esposizione sono le caratteristiche con le quali questo sussidio intende favorire una conoscenza approfondita dell’immigrazione, portando ad apprezzarla come una risorsa.
Il Dossier Statistico Immigrazione viene realizzato dalla Caritas di Roma in collaborazione con: la Caritas Italiana, la Fondazione Migrantes, il Cser (a livello centrale); le delegazioni regionali delle Caritas Puglia, Sicilia e Triveneto, la Caritas Ambrosiana, le Caritas diocesane di Napoli e Pisa, l’Ufficio Migrantes di Torino(a livello territoriale).
Una delle principali trasformazioni che maggiormente ha cambiato l’Italia, nell’ultimo decennio, è stata la multietnicità. Questa pubblicazione ne documenta il fenomeno, presentando sinteticamente statistiche tratte dal Dossier Statistico Immigrazione relativamente al contesto nazionale e della regione Puglia dove il movimento migratorio presenta aspetti peculiari.
Il Dossier, giunto alla sua decima edizione, rappresenta uno strumento rigoroso e completo per lo studio del problema. Lo caratterizzano l’ampiezza dei dati, la serietà dell’indagine e la completezza di analisi, che permettono infatti di esaminarne i molteplici aspetti socioeconomici, culturali e religiosi. La sua realizzazione è stata curata dalla Caritas di Roma, con la collaborazione della fondazione Migrantes, del Centro Studi Emigrazione dei padri Scalabriniani, della Caritas Italiana e di varie Caritas Diocesane, tra cui la Caritas Diocesana di Bari-Bitonto.
I flussi migratori coinvolgono quasi in uguale misura uomini e donne, sebbene solitamente si pensi che solo i primi ne siano i principali protagonisti. In realtà in molti paesi, spesso sono le donne le prime ad emigrare.
In questo volume viene analizzato, nel suo insieme, il panorama dell’ emigrazione al femminile: la situazione europea ed italiana, le negative condizioni socio-economiche dei paesi di origine, le diverse tipologie di insediamento, i gruppi nazionali e la distribuzione nelle varie regioni e province italiane, alcune problematiche relative alla famiglia, al lavoro ed alla vita sociale.
Si tratta di un’informazione ricca di dati, attenta alle differenze territoriali e sensibile ai problemi e ai ruoli propri delle donne immigrate, alle quali, alla fine del volume, è stata data voce, attraverso la testimonianza di donne provenienti da quattro differenti continenti.
In diverse occasioni, nel corso degli anni ’90, il Dossier Statistico Immigrazione della Caritas si è adoperato per accorpare e interpretare in modo organico gli indici di inserimento territoriale, talvolta anche con apposite pubblicazioni. Con l’entrata in vigore della legge 40/98 e la costituzione dei Consigli territoriali per l’immigrazione si impone una maggiore attenzione alle forme di insediamento territoriale dell’immigrazione, dalle quali le nuove strutture possano prendere lo spunto per avviare adeguate politiche di coordinamento e di promozione delle iniziative nel settore migratorio.
È proprio in questo contesto che l’organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione, costituito presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), ha incaricato l’equipe del “Dossier” della Caritas di rielaborare organicamente, per grandi aree geografiche italiane, le precedenti esperienze di studio, utilizzando gli ultimi dati disponibili (dati che nelle disaggregazioni, necessarie per un’analisi di questo genere, si riferiscono al 31 dicembre 1999).
Per evitare una lettura eccessivamente dispersiva, data la complessità e la ricchezza delle informazioni (si tratta, in totale, di ben 52 voci statistiche), la ricerca è stata sviluppata su alcune grandi tipologie di inserimento. In questo modo la comparazione del diverso peso statistico di ciascuna voce diventa, all’interno di queste tipologie generali, una linea guida per valutare il grado e la forma di insediamento territoriale per ogni area del Paese.
A questo riguardo la locuzione “insediamento territoriale” sembra prestarsi, più che ogni altra, a quell’analisi di natura oggettiva che è propria di chi si basa su dati prevalentemente quantitativi, sebbene anche il dato puramente numerico contribuisca spesso a misurare fenomeni o aspetti qualitativi (quali, ad esempio, l’incidenza dell’irregolarità, della stabilità del soggiorno, della diversificazione etnica, del policentrismo culturale-religioso, ecc.).
Naturalmente ogni dato, preso singolarmente e astratto da un contesto statistico di riferimento, richiede di essere valutato con cautela, specialmente se non è costante negli anni e se non si discosta in misura significativa dal valore medio generale. Al contrario, una congerie omogenea e articolata di dati territoriali, quando disegna un andamento coerente nel tempo che spicca dalla media nazionale complessiva, è in grado di attestare con una certa attendibilità la specificità propria dell’area a cui si riferisce. Questo procedimento induttivo, pur nella consapevolezza di non esaurire una realtà complessa e variegata come quella dell’integrazione straniera, intende tuttavia contribuire all’individuazione di efficaci modelli territoriali di insediamento che dovrebbero comportare, in ciascuna area, specifiche misure atte a facilitare il processo di inserimento locale.